Robiola della Bettola (la ribiola)
Formaggio del territorio della bassa piacentina
La robiola è un formaggio prodotto in diverse zone d’Italia. La robiola piacentina è un racconto che sembra uscire dal mondo delle leggende, mentre invece è parte autentica della storia del territorio piacentino. La Ribiola della Bettola nasce tra i pascoli della Val Nure e della Val Trebbia, dove da secoli accompagna la vita delle comunità di montagna. È un formaggio ottenuto da latte vaccino, espressione diretta di una tradizione antica e profondamente radicata.
Le sue origini risalgono almeno al Settecento, quando era già conosciuta e apprezzata ben oltre i confini locali. Re Filippo V di Spagna la chiamava “rociolo della Bettola”, mentre il cardinale Giulio Alberoni, figura influente alla corte spagnola e originario del Piacentino, ne richiedeva regolarmente l’invio. Nelle sue lettere raccomandava che non mancassero mai quelle robiole tanto amate dal sovrano. Per Alberoni, il cibo non era solo piacere, ma anche uno strumento diplomatico: i prodotti delle terre di Piacenza e Parma accompagnavano incontri e trattative, diventando ambasciatori silenziosi della qualità di queste valli.
La Ribiola della Bettola è un formaggio a pasta semicotta, prodotto con latte crudo, caglio e sale. In passato veniva realizzata anche con latte ovino o misto, e nasceva principalmente per il consumo familiare. Solo quando la produzione superava il fabbisogno domestico veniva venduta agli osti, durante le fiere o nei mercati locali. Oggi questa lavorazione sopravvive grazie a pochi produttori e il formaggio è riconosciuto tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT), a tutela di un sapere che rischierebbe altrimenti di scomparire.
Nelle valli vicine, come la Val Tidone, si incontra anche un’altra antica variante, la robiola di pecora, fresca e aromatica. Preparata con gesti pazienti, viene arricchita con zucchero, latte, vino o distillati, e poi conservata sotto uno strato d’olio che ne preserva la fragranza e ne accompagna l’evoluzione del gusto. Con il tempo sviluppa un carattere più intenso e deciso, mantenendo sempre il legame con la tradizione contadina.
Preparazione
La Ribiola della Bettola nasce da latte crudo parzialmente scremato per affioramento naturale della panna. Il latte viene portato a una temperatura di circa 35 °C, condizione ideale per avviare la coagulazione. A questo punto si aggiunge il caglio in pasta e si attende la formazione della cagliata, che avviene dopo circa cinquanta minuti.
La massa viene quindi rotta manualmente fino a ottenere granuli di dimensioni simili a chicchi di riso. La cagliata viene raccolta in teli di lino, dove perde il siero in eccesso e inizia a compattarsi. Successivamente viene trasferita negli stampi, chiamati fascere, dove prende la sua forma definitiva.
La salatura avviene a mano e viene ripetuta su entrambi i lati per alcuni giorni. Infine, le forme vengono poste in ambienti controllati, dove riposano e maturano lentamente, sviluppando la loro struttura, il profumo e il sapore caratteristico. Il risultato è un formaggio che racchiude in sé la storia, il clima e la cultura delle montagne piacentine.
E in tema di vini...
La Ribiola è un formaggio che si degusta a fine pasto e può trovare il suo giusto abbinamento con un Gutturnio dei colli piacentini.
(nella foto un tipo di robiola)