Cacio del Po
Formaggio del territorio della bassa piacentina
Il Cacio del Po è un formaggio raro, poco diffuso ma profondamente legato alla terra da cui nasce. È un formaggio da tavola prodotto esclusivamente con latte vaccino intero crudo, che conserva intatto il profumo e il sapore autentico della materia prima. Il suo gusto è delicato e armonioso, con note dolci e lattiche che lasciano spazio a un leggero retrogusto amarognolo, mai invadente.
Considerato uno dei formaggi più recenti della tradizione casearia della bassa piacentina, il Cacio del Po è un formaggio a pasta semicotta, sottoposto a una stagionatura che varia generalmente dai due ai quattro mesi. Viene prodotto con latte proveniente dalle stalle della zona di Monticelli d’Ongina, territorio segnato dalla presenza del grande fiume, che contribuisce a definire il carattere del prodotto.
Si presenta in forme cilindriche di dimensioni importanti, con diametro di circa 25–30 centimetri e un’altezza di 8–10 centimetri, per un peso che può raggiungere i 7–10 chilogrammi. La crosta è liscia e compatta, di colore giallo paglierino, mentre la pasta interna è di tonalità bianco avorio, morbida ed elastica. La struttura è caratterizzata da un’occhiatura irregolare, più o meno evidente a seconda delle condizioni di stagionatura: il freddo tende a rallentare i processi fermentativi, mantenendo la pasta più compatta, mentre temperature più miti favoriscono la formazione di cavità più ampie.
Chi desidera scoprire questo formaggio può trovarlo nelle vicinanze delle rive piacentine del Po, nel piccolo caseificio della famiglia Palormi, situato in una frazione di Monticelli d’Ongina. Qui, accanto al Cacio del Po, vengono prodotti anche ricotta fresca, Grana Padano e altre specialità locali, testimonianza di una tradizione casearia ancora viva.
Pillole di storia
La storia di questo formaggio è legata alla famiglia Palormi, che da generazioni custodisce l’arte della lavorazione del latte. Fu il padre, e prima ancora il nonno, a trasmettere ai figli la passione e il sapere necessari: la conoscenza delle temperature, i tempi di lavorazione, la cura della stagionatura e il rispetto per la qualità delle materie prime. Oggi Gianfranco ed Ennio continuano questo lavoro con la stessa dedizione, ripetendo ogni giorno gesti antichi che mantengono viva una tradizione fatta di semplicità, esperienza e profondo legame con il territorio.

E in tema di vini...
Chiedete all’Antica Trattoria Cattivelli, tappa immancabile nella visita al piacentino, per gustare le bontà della cucina del territorio e le sue tante delizie, tra le quali il cacio del Po.
